Micael Camozzi

Come e perchè sfruttare l’economia condivisa durante Expo 2015

L’appuntamento più importante del 2015 in Italia sarà l’Esposizione Universale di Milano dedicata al tema del cibo e della nutrizione, l’area Expo in cui si svilupperanno i padiglioni, nei pressi della fiera di Rho, saranno il cuore dell’evento. Dalle previsioni si stima l’arrivo di 20 milioni di visitatori, che nell’arco dei sei mesi alimenteranno il flusso di turisti già in visita nel nostro Paese. Essere pronti a questo turismo indotto è fondamentale per garantire loro l’ospitalità nella migliore tradizione italiana.

Se non gestisci un albergo, se non sei proprietario di un ristorante o non sei un direttore di un museo, come puoi dare il tuo contributo? Non risiedi a Milano? Abiti a Torino o Bergamo? Non ci sono problemi, puoi comunque renderti utile e condividere il tuo tempo ed i tuoi spazi affidandoti all’economia collaborativa (sharing economy), un fenomeno in rapida crescita e sempre più democratizzato grazie alle tecnologie digitali.

Esistono turisti che odiano soggiornare in lussuosi e anonimi hotel ma preferiscono essere ospitati da persone locali: il progetto Couchsurfing è la più grande rete mondiale dell’ospitalità. L’obiettivo del progetto è lo scambio culturale, cogliere l’occasione del viaggio per conoscere persone e vivere realtà diverse dalle tue, arricchendosi vicendevolmente. La parola Couchsurfing significa letteralmente “navigando sui divani” cioè descrive la principale azione da compiere una volta creato il proprio account, far sapere al popolo dei viaggiatori che hai un letto in più a disposizione a turisti di passaggio nei pressi della tua città, o se non hai spazio, puoi decidere di dedicare il tuo tempo libero ad aiutare loro a visitare i luoghi più belli della tua città o fornire preziosi suggerimenti su come raggiungere la loro destinazione.

Se alla convivialità e alla socialità preferisci una condizione più formale ed sfruttare comunque il tuo letto libero, puoi pubblicizzare la tua stanza o il tuo appartamento su Airbnb, il portale che trasforma chiunque in un piccolo albergatore. Scegli tu il prezzo e che servizi intendi garantire ai tuoi ospiti (colazione, trasporto in stazione, wifi, …) ed essi utilizzeranno la piattaforma per contattarti e concordare le date di arrivo e di partenza. La piattaforma è molto semplice ed intuitiva, e permette di gestire le prenotazioni future in maniera totalmente automatica.

L’Expo, seppur unico ed irripetibile, non ti farà cambiare vita e continuerai a perseguire i tuoi ritmi quotidiani, percorreremo la stessa strada ogni giorno per andare al lavoro. Perché non farlo sapere a qualcuno? Grazie a BlaBlaCar è possibile diventare membro di una vasta community che crede nella condivisione dei viaggi. Descrivi la tua vettura, le condizioni di viaggio (ascolti musica? Ami chiacchierare? Tolleri il fumo?) e i tuoi orari di partenza (definendo anche i minuti di attesa massimi) e potrai essere contattato dai turisti che devono recarsi verso la loro destinazione che si trova proprio lungo il tuo percorso.

Il tema dell’Expo sarà “nutrire il pianeta”: perché non approfittarne per conoscere qualcosa di più del mondo delle coltivazioni? Può esserti di aiuto la piattaforma Grow the Planet, il social network degli ortolani in cui condividere le proprie esperienze nella coltivazione di ortaggi e piante, poi cresciuta negli anni diventando una vera e propria miniera di informazioni a cui attingere per imparare e chiedere consigli ai più esperti. Hai la possibilità di creare un tuo account e progettare il tuo orto (virtuale ma basato sulle tue coltivazioni reali) e la piattaforma ti avvisa quali operazioni devi compiere come innaffiare, sradicare le erbe infestanti, potare rami, etc… Tornare alla terra è uno slogan che sta prendendo piede negli ultimi anni, e grazie a Grow the Planet ognuno di noi, nel suo piccolo, può farlo.

Per chi ha appeso la zappa al chiodo o chi non l’ha ancora tolta dalla confezione originale, apprezzerà sicuramente Gnammo, un network che mette in contatto cuochi provetti e curiosi (e affamati) clienti. L’applicazione trasforma la tua casa in un ristorante, attraverso cui puoi creare degli eventi culinari in cui sarai tu il protagonista con i piatti di tua creazione. Scegli il giorno, definisci il numero di posti disponibili, definisci un prezzo a testa e lascia spazio alla fantasia: puoi dedicare una serata ad uno specifico alimento o preparare una cena vegana oppure usare solo cibi a km zero. Se non vuoi cucinare, puoi cercare un evento vicino a casa tua e contattare il cuoco per maggiori informazioni sulla serata da lui organizzata. Buon appetito!

Tutte le applicazioni citate si basano sul concetto di consumo collaborativo, ovvero la condivisione dell’utilizzo di un bene o un servizio verso più utenti, non più limitata al singolo proprietario. Questo genere di economia si oppone evidentemente al consumismo a causa dell’impatto che ha quest’ultimo sull’ambiente. Quelle citate sono solo le applicazioni più famose e collaudate, ma basta una semplice ricerca per scoprirne molte altre, anche di categorie più di nicchia, ma basate sempre sul concetto di condivisione.

Come in tutti i servizi è importante verificare le condizioni di sicurezza, può capitare che qualche utente non rispetti le regole e faccia un uso improprio delle piattaforme, per questo è molto utile leggere innanzitutto le tutele riservate agli iscritti di ogni singola piattaforma (“policy” e “termini e condizioni”) e successivamente i feedback degli utenti. Al termine della prestazione, viene solitamente richiesta una piccola relazione sull’esperienza vissuta dall’utente per valutare se la qualità del servizio ha corrisposto a quanto proposto in fase di acquisto. In questo modo si possono evitare spiacevoli inconvenienti e garantire un elemento di maggiore fiducia per l’utente successivo e la comunità intera.

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