GovDojo

Il GovDojo è un laboratorio di educazione civica immersiva il cui obiettivo è far sperimentare e scoprire ai giovani i processi sociali, tecnici ed economici che fanno funzionare la pubblica amministrazione e trasmettere loro valori di civismo e cittadinanza attiva.

Le attività si svolgono attraverso esperienze ludico-educative, di peer education e di tinkering mediante l’utilizzo di videogiochi del genere city-building. Il nome deriva dall’unione delle parole gov, cioè govermnent (governo), e dojo, la palestra giapponese in cui si praticano le arti marziali.

Introduzione: il problema

L’obiettivo di GovDojo è quello di dare il proprio contributo per tentare di arginare un problema che affligge la Pubblica Amministrazione: la disaffezione dei giovani nei confronti della politica. Se negli gli adulti manifestano da anni fenomeni di crescente astensionismo, in termini di sfiducia nelle istituzioni e sopratutto nei partiti, i giovani, che vedono nei genitori una figura di riferimento, rischiano di assorbire tale sfiducia per poi manifestarla in maggiore età attraverso l’insensibilità alle tematiche pubbliche e al bene comune.

Oggi, gli strumenti a disposizione della politica sono:

  • Il Consiglio Comunale dei Giovani, organo del tutto simile al Consiglio Comunale ordinario composto da ragazzi tra i 15 e i 24 anni, eletti democraticamente tra la popolazione. Il Consiglio si occupa di discutere temi riguardanti attività che coinvolgono direttamente i giovani risiedenti nel Comune, che possono essere di carattere artistico, culturale o sportivo.
  • I volontari, strettamente legati al precedente, si occupano della fase di organizzazione e attuazione delle decisioni prese dal Consiglio Comunale dei Giovani.

Se pensiamo ad un’Amministrazione che di punto in bianco decide di adottare delle politiche giovanili, instaurando un Consiglio Comunale dei Giovani, risulterebbe, più che un’iniziativa naturale, un’imposizione, se non si è preparato precedentemente un humus civico di base. Imporre questi strumenti politici a dei giovani che non sono stati mai coinvolti in precedenza risulterebbe controproducente: ne consegue che per risolvere i problemi di disaffezione dei giovani nei confronti della politica non bisogna usare gli stessi strumenti della politica.

Divertimento ed educazione civica

Per risolvere questo problema bisogna necessariamente cambiare punto di vista, pensare diverso, entrare nella prospettiva del giovane e domandarsi: cos’è quella cosa che più di ogni altra cosa è in grado di attirare i giovani? La risposte è il divertimento, il gioco, ai giovani piace giocare. Dunque è possibile coniugare il divertimento e l’educazione civica? Secondo una ricerca del MIT e della MacArthur Foundation la risposta è SI e si chiama game-based learning, ovvero l’apprendimento basato sui giochi.

Prima del 1989 la maggioranza dei giochi aveva come obiettivo la distruzione di navicelle spaziali (vedi Space invaders) o mostri e zombie fino al mostro finale (vedi Doom) in cui il giocatore metteva alla prova la sua abilità e la sua precisione. Nel 1989 nasce SimCity, il primo “simulatore di città”, in cui per la prima volta non si distruggeva ma si costruiva, in cui era necessario prendere decisioni strategiche per poter proseguire, spesso anche di carattere etico. Era nato un nuovo modo di giocare: il divertimento, combinato con strategia ed etica, costituiva il cosiddetto “divertimento serio”.

SimCity ha aperto la strada ai simulatori di governo, tra cui possiamo citare:

  • Civilization (1991): simulatore di governo di una nazione dalle origini fino ai tempi moderni;
  • Tropico (1998): simulatore di governo di un’isola tropicale della guerra fredda;
  • Democracy (2005): simulatore di governo di una nazione contemporanea;
  • SimCity 2000, SimCity 3000, SimCity 4, SimCity reboot: evoluzioni di SimCity.
  • Cities Skylines (2015): il più recente simulatore di città.

Perchè GovDojo

Si può facilmente immaginare come questo genere di giochi, opportunamente associati a un percorso educativo con obiettivi civici, possa notevolmente superare per efficacia qualsiasi altra iniziativa tradizionale per la soluzione al problema dell’emancipazione dei giovani. Il GovDojo ha i suoi punti di forza:

  • “Divertimento serio” – Come può un gioco essere serio? Prima della creazione di SimCity, come abbiamo detto in precedenza, quasi la totalità dei giochi prodotti avevano come obiettivo di distruggere qualcosa, alieni, mostri e draghi di turno. Fu proprio il gioco della Maxis a battezzare quel filone di giochi definiti “serious games” ovvero giochi dove dove la strategia prevale sulla narrativa preimpostata del gioco e pongono il giocatore nelle condizioni di prendere necessariamente delle scelte strategiche per poter proseguire, coinvolgendo anche la propria etica (es. costruiamo una centrale eolica, pulita ma con poca energia prodotta o a carbone, energia “sporca” ma di notevole quantità?)
  • Feedback immediati – I city-building games hanno introdotto la completa libertà d’azione, il giocatore non segue una trama prestabilita ma sarà lui stesso ad essere artefice del proprio destino e della propria città. Il giocatore si trova perciò a prendere delle decisioni strategiche di cui può misurare l’efficacia nel breve periodo. Piccoli feedback che inducono il giocatore a un’autoanalisi delle azioni compiute e valutare, nel caso, ulteriori interventi correttivi, ma operando nella totale sicurezza del gioco.
  • Imparare dai propri errori – Anche i grandi leader politici possono sbagliare le proprie strategie. I city-building games sono stati progettati con un realismo tale da avere un proprio equilibrio ciclico interno determinato dal rapporto tasse/servizi: a determinati livelli di popolazione, le tasse dei cittadini coprono perfettamente i costi di tutti i servizi erogati. All’aumentare dell’uno o dell’altro, l’equilibrio si rompe ed il giocatore deve essere in grado di intervenire con una strategia chiara prima che il budget giunga in zona rossa. Sbagliare qui, permette al giocatore una riflessione postuma su ciò che non ha funzionato e su come avrebbe agito diversamente affinché evitasse una situazione complicata.
  • Effetto “déjà vu” – Il punto di forza definitivo dei city-building games è la capacità di far immergere il giocatore nello scenario da lui stesso creato: al crescere della città, aumentano i problemi che nel gioco equivalgono a piccoli alert che avvisano il giocatore di certe situazioni in cui serve una sua decisione per poter proseguire. Nella loro progettazione, gli ingegneri hanno introdotto algoritmi economici, politici e urbanistici, ed è molto alta la probabilità che, nelle innumerevoli situazioni di gioco in cui si troverà il giocatore, potranno accaderne alcune che rispecchiano la realtà della propria città. Il susseguirsi di azioni molto simili a quelle riportate realmente dai giornali e dalla televisione determina un’attenzione particolare, una conoscenza ed una comprensione maggiore sui problemi della città, ed il cittadino-giocatore inconsciamente ricollegherà la notizia alla propria esperienza di gioco, avendola vissuta in prima persona, seppur in contesti evidentemente diversi.

Attenzione: game-based learning non è gamification; Quello descritto nei paragrafi precedenti viene definito come game-based learning, letteralmente educazione basata sui giochi, da non confondere con la gamification, una disciplina emergente di sempre orientata al divertimento. Nel primo caso si tratta di giochi che sono stati progettati in ottica educativa, o perlomeno sono stati realizzati con un livello di realismo tale da poter essere utilizzati in ambito educativo o per simulare situazioni (rientrano in questa categoria i giochi di strategia e quelli di simulazione). La gamification invece è l’utilizzo di tecniche ed elementi di design tipiche dei giochi, in ambiti non ludici: punti, badge e classifiche sono i tipici elementi che caratterizzano tale approccio, con lo scopo di migliorare l’efficienza e il coinvolgimento delle persone (del personale se ambito business o studenti se ambito educativo).

Cos’è GovDojo

La definizione di GovDojo è laboratorio di educazione civica immersiva ed ogni singola parola ha il proprio peso e un ruolo da contestualizzare:

  • Laboratorio: questo non è un corso, questa non è una scuola per diventare sindaci, è un laboratorio dove ogni giovane cittadino entra per imparare a ragionare in maniera diversa, a provare in prima persona quali sono le dinamiche che regolano la pubblica amministrazione (energia, acqua, tasse, rifiuti, trasporti, sanità, scuola, bilancio, spese/investimenti, …); (si veda l’esperienza dei Coderdojo).
  • Educazione Civica: non intende sostituire l’educazione civica che i ragazzi imparano a scuola ma si propone come un momento educativo complementare, un privilegio per i propri giovani concittadini, il privilegio di imparare…
  • Immersiva: …all’interno dei luoghi dove il civismo viene esercitato quotidianamente. Sedersi nell’aula del consiglio comunale è il valore aggiunto che l’educazione civica in aula scolastica non può dare.

La componente educativa

Nelle dinamiche della simulazione del governo di una città nei panni di un Sindaco virtuale si possono identificare le seguenti capacità che ogni giovane potrà esercitare e sviluppare:

  • Capacità di comunicazione, spiegare cosa si ha intenzione di fare (es. voglio costruire una zona residenziale);
  • Capacità di lavorare in team, le discussioni tra ragazzi sono concesse e possono intervenire per dare suggerimenti al Sindaco in caso di necessità, a cui spetta sempre l’ultima parola;
  • Capacità di analisi dei problemi, il passaggio tra un mandato e l’altro è determinante per identificare fin dai primi minuti quali sono i problemi da affrontare, sopratutto nella componente dei dati (nel gioco rappresentati sotto forma di grafici e statistiche numeriche) ed essere in grado di leggerli, traducendoli in azione;
  • Capacità di organizzazione, identificati i problemi della città è necessario definire le priorità di intervento in base al tempo rimanente;
  • Capacità di gestione delle risorse, ovvero tenere sotto controllo ciò che è stato ereditato dal mandato precedente e non sperperarlo durante il proprio mandato; essere in grado di leggere il bilancio, nelle sue componenti di entrata ed uscita;
  • Capacità di valutare gli investimenti (budgeting), quantificare l’impatto finanziario, economico e sociale della costruzione di nuove infrastrutture.

Come funziona GovDojo

Gli incontri sono gratuiti (previa iscrizione) e aperti a tutti i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni e comunque frequentanti la scuola secondaria di primo grado. Le sessioni possono svolgersi nelle seguenti modalità:

Modalità Sindaco Vicesindaco Giunta Gruppi di lavoro
Mentor 1 1 2 variabile
Sindaci per turno 1 2 3 variabile
Partecipanti 4-6 6-8 9-12 variabile
Durata mandato 15′ 20′ 30′ variabile

La durata è variabile a seconda:

  • Della modalità di gioco (mod. Sindaco, mod. Vicesindaco, mod. Giunta, mod. a gruppi)
  • Del numero dei partecipanti
  • La durata del mandato, ove presente.

Durante le sessioni di lavoro si utilizza un city-building game per creare una città e gestirla nel suo sviluppo. Durante la prima parte dell’incontro un mentor inizierà con il proprio mandato da “commissario” con lo scopo di spiegare le regole e i comandi del gioco (solo al primo incontro). Dopodiché verrà estratto a sorte il primo Sindaco Junior che governerà il primo mandato (durata stabilita dai mentor all’inizio dell’attività), terminato il quale verrà estratto il secondo Sindaco Junior, e così via. Quando tutti i ragazzi hanno effettuato il primo turno, si procederà ad oltranza seguendo lo stesso ordine precedente fino al numero di turni stabiliti ad inizio sessione. I mentor si occuperanno della gestione logistica (far indossare la fascia al Sindaco, avviare il timer ad inizio mandato e aiutare con domande costruttive il Sindaco in carica).

Essendo un gioco, ci si aspetta che venga eletto il vincitore: non è così. I city-building games prevedono un finale aperto, l’unico limite è lo spazio fisico della mappa (o una situazione finanziaria in costante e irreversibile declino). Allo stesso modo le sessioni prevedono che ogni giovane sindaco non debba dimostrare di essere più bravo degli altri ma deve seguire il proprio percorso con le proprie conoscenze e i propri limiti, e sopratutto divertirsi!

GovDojo in azione