Micael Camozzi

SimCity-4-Deluxe-Screenshot

Perchè usare SimCity per incrementare la partecipazione civica

Nell’era del digitale, i Sindaci stanno cercando un nuovi modi per stimolare la partecipazione della popolazione alla vita cittadina: lo stanno già facendo con i social network, attraverso i quali alimentano un dialogo costante attorno ai problemi comuni e alle possibili soluzioni. Si tratta di una buona soluzione, ma non basta, sopratutto se ci concentriamo sulla fascia di cittadini più giovane, quelle nuove generazioni che faticano ad affermarsi e a comprendere come e perché dovrebbero partecipare alla vita della propria comunità in cui risiedono. Negli Stati Uniti sono state effettuate numerose ricerche e sperimentazioni che stanno indicando la strada per una soluzione alternativa per risolvere questo problema: sfruttare il divertimento generato dai giochi per motivare. In questo articolo tratteremo l’utilizzo di SimCity come strumento didattico nell’ambito della Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli del bene comune e del contesto civico in cui sono inseriti.

SimCity è un gioco ideato da Will Wright e realizzato dalla sua casa di produzione, la Maxis, nel 1989 e ha visto nel corso degli anni molti sviluppi e migliorie, fino all’ultima versione nel 2013. Lo scopo del gioco è quello di vestire i panni del Sindaco e di creare dal nulla una città, gestendola in tutti i suoi aspetti: sviluppo urbano, rifiuti, sanità, sicurezza, educazione, traffico, ambiente, etc. cercando di distribuire le risorse economiche attraverso un vero e proprio bilancio.

L’altro concetto introdotto è il civic engagement o partecipazione civica la quale, diversamente da un’opinione diffusa, non è l’apertura dei cittadini al processo decisionale ma è quell’insieme di capacità, di valori e di motivazioni che definiscono una persona all’interno di una comunità cittadina e la sua attitudine a fare proprie situazioni e problematiche comuni.

Perchè dunque utilizzare SimCity per il civic engagement?

  1. Ci si “diverte seriamente” – Come può un gioco essere serio? Prima della creazione di SimCity, quasi la totalità dei giochi prodotti avevano come obiettivo di distruggere qualcosa, alieni, mostri e draghi di turno. Fu proprio il gioco della Maxis a battezzare quel filone di giochi definiti “serious games” ovvero giochi dove per la prima volta non di distruggeva ma si costruiva, dove la strategia prevaleva sulla narrativa preimpostata del gioco o la distruzione del mostro di fine livello e ponevano il giocatore nelle condizioni di prendere delle scelte strategiche coinvolgendo anche la propria etica e morale.
  2. Si hanno feedback immediati – SimCity ha introdotto la completa libertà d’azione, il giocatore non segue una trama prestabilita ma sarà lui stesso ad essere artefice del proprio destino (e della città). Il giocatore si trova perciò a prendere delle decisioni strategiche di cui può misurare l’efficacia nel breve periodo, piccoli feedback che inducono il giocatore ad una autoanalisi delle azioni compiute e valutare nel caso ulteriori interventi correttivi, ma operando nella totale sicurezza del gioco.
  3. Imparare dai propri errori – Anche i grandi leader politici possono sbagliare le proprie strategie. SimCity è stato progettato con un realismo tale da avere un proprio equilibrio ciclico interno determinato dal rapporto tasse/servizi: a determinati livelli di popolazione, le tasse dei cittadini coprono perfettamente i costi di tutti i servizi. All’aumentare della popolazione, l’equilibrio si rompe ed il giocatore deve essere in grado di intervenire con una strategia chiara prima che il budget giunga in zona rossa. Sbagliare qui permette al giocatore una riflessione postuma su ciò che non ha funzionato e su come avrebbe agito diversamente affinché evitasse una situazione complicata.
  4. Effetto “déjà vu” – Il punto di forza di SimCity è la capacità di far immergere il giocatore nello scenario da lui stesso creato: al crescere della città, crescono i problemi che nel gioco equivalgono a piccoli alert che avvisano il giocatore di certe situazioni in cui serve una sua decisione per poter proseguire. Nella progettazione di SimCity sono stati introdotti algoritmi economici, politici e urbanistici, ed è molto alta la probabilità che, nelle innumerevoli situazioni di gioco in cui si troverà il giocatore, potranno accaderne alcune che rispecchiano la realtà della propria città. Il susseguirsi di azioni molto simili a quelle riportate realmente dai giornali e dalla televisione determina un’attenzione particolare, una conoscenza ed una comprensione maggiore sui problemi della città, ed il cittadino-giocatore inconsciamente ricollegherà la notizia alla propria esperienza di gioco, avendola vissuta in prima persona, seppur in contesti evidentemente diversi.

Game-based learning non è gamification

Quello descritto nei paragrafi precedenti viene definito come game-based learning, letteralmente educazione basata sui giochi, da non confondere con la gamification, una disciplina emergente di sempre orientata al divertimento. Nel primo caso si tratta di giochi che sono stati progettati in ottica educativa, o perlomeno sono stati realizzati con un livello di realismo tale da poter essere utilizzati in ambito educativo o per simulare situazioni (rientrano in questa categoria i giochi di strategia e quelli di simulazione). La gamification invece è l’utilizzo di tecniche ed elementi di design tipiche dei giochi, in ambiti non ludici: punti, badge e classifiche sono i tipici elementi che caratterizzano tale approccio, con lo scopo di migliorare l’efficienza e il coinvolgimento delle persone (del personale se ambito business o studenti se ambito educativo).

Fonte foto di copertina: http://www.ea.com/simcity-4-deluxe

2 thoughts on “Perchè usare SimCity per incrementare la partecipazione civica

  1. Massmo

    Micael, condivido appieno il tuo pensiero.
    Evidenzio l’importanza “bilaterale” dell’approccio: l’amministratore ha la possibilità di intercettare le criticità territoriali o le esigenze dei cittadini, il cittadino ha la possibilità di capire quali sono le difficoltà reali nell’amministrare una comunità.
    Quante volte ho pensato di ricreare in SimCity il territorio di una realtà comunale per vedere se in qualche modo la realtà virtuale potesse essere comparabile a quella reale, in termini di criticità soprattutto (mi occupo di VAS di Piani urbanistici comunali).
    Sono sempre rimasto affascinato da quanto vi è “dietro” a SimCity, in termini di algoritmi di calcolo (prendi ad esempio l’ “aura”), sarà anche per il mio essere GIS-addicted.

    Sarebbe veramente interessante vedere il risultato di questa sperimentazione…. resto sintonizzato!

  2. Micael Post author

    Ciao Massimo, grazie per il tuo commento: ho creato una pagina apposita (SimCity per la partecipazione civica) per raccogliere gli sviluppi del progetto. Seguimi anche sui social per dire la tua anche sul diario di bordo che scriverò appena parte il progetto. A presto!

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