Perchè creare un social network comunale

L’evoluzione della tecnologia e del marketing politico hanno spinto gli esperti di comunicazione ad abbandonare i tradizionali canali comunicativi a favore di una relazione sempre più diretta con il cittadino elettore, attraverso la conversazione prodotta dalla community.

La conversazione è l’elemento chiave per la creazione di una community: il tempo del messaggio politico unilaterale sta lasciando il posto alla comunicazione bidirezionale tra politico e cittadino. Se prima si aveva a disposizione una manciata di liste civiche con il loro pacchetto all-inclusive di promesse tra cui scegliere quella che si adattasse meglio alle nostre esigenze, oggi sono le nostre esigenze che, emergendo attraverso la conversazione, permettono di costruire un progetto politico.

Partendo dall’assunto che siamo cittadini sempre, non solo al momento delle elezioni, la community è l’equivalente nel mondo reale di un gruppo di persone che condividono determinati valori: il ruolo del politico dunque è quello di intercettare e raggruppare queste persone, creando un ambiente tale da permettere a ciascun membro di essere partecipe nel suo piccolo di un progetto più grande e condiviso.

Costruire una community di una comunità locale segue gli stessi principi del marketing tradizionale: così come un’azienda instaura un dialogo con i consumatori sui propri prodotti, un’Amministrazione Comunale dovrebbe instaurare un dialogo con i cittadini e facilitare la partecipazione al processo decisionale.

Ma c’è una differenza importante: analizzare, criticare o elogiare un prodotto non è la stessa cosa rispetto alla presa di decisioni in merito al bene comune; apprezzare o criticare, ad esempio, le linee di un determinato prodotto non è la stessa cosa rispetto a decidere se investire o meno una somma di denaro pubblica nella costruzione di un palazzetto dello sport.

Per questi motivi – e dalla mia esperienza politica – ho pensato che la conversazione dovesse avere un proprio algoritmo e delle fonti di alimentazione diverse rispetto alle community tradizionali, ed ho ideato una piattaforma denominata Citizen Social Network, il social network dei cittadini.
La struttura è molto semplice: è un social network creato ad hoc per adattarsi alla vita di qualsiasi città e che ogni Amministrazione Comunale può adottare per un governo differente, aperto e trasparente nelle decisioni.

algoritmo-citizen-social-network

Il cuore della piattaforma è il citizen generated content, il contenuto prodotto dagli utenti-cittadini, alimentato e influenzato da tre concetti:

  • OpenData: i dati grezzi, puri, in grado di informare i cittadini in maniera oggettiva, aperta e libera.
  • Crowdsourcing: per un Comune prendere una decisione è una scelta difficile, sai di non accontentare tutti, ma invertendo il processo da top-down a orizzontale, il processo diventa diretto e partecipato e si hanno punti di vista diversi e si è in grado di prendere decisioni migliori.
  • Citizen journalism: i cittadini stessi che vivono la città conoscono meglio i fatti e sopratutto i problemi. Condividiamoli! Trasformiamo le lamentele in opportunità di miglioramento!

Quest’ultimo concetto è nato spontaneamente grazie al progresso delle tecnologie mobili e di quelle social che rendono la nostra vita condivisa 24 ore al giorno. I primi due invece sono concetti rivoluzionari che nel corso di questi anni il Governo sta tentando di normare attraverso linee guida, ma che restano inutili se non si predispone una cultura e un’educazione, in primo luogo all’amministrazione che si fa promotrice, e successivamente agli stessi cittadini, all’utilizzo di tali strumenti.

I membri della community dunque non sono più utenti ma cittadini: una volta terminato il processo d’iscrizione, possono iniziare a seguire i gruppi di discussione e ricevere notifiche, ciascuno dei quali è dedicato ad un aspetto del vivere comune, come ad es. Educazione, Salute, Rifiuti, Tasse, …

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Il contenuto generato dai cittadini viene categorizzato nei rispettivi gruppi, rendendoli facilmente fruibili e diventare così oggetto di conversazione (che ricordo essere il nostro obiettivo), con evidenti vantaggi:

  • La conversazione è mirata: ogni cittadino segue solo gli argomenti di proprio interesse, e la PA è consapevole di raggiungere un pubblico sicuramente interessato all’argomento, riducendo la dispersione della comunicazione.
  • La conversazione è continua: viene alimentata attraverso il loop notifica –> lettura messaggio –> azione.
  • La conversazione è ampliata: non è più amministrazione-cittadino ma cittadino+cittadini+amministrazione.

In ambito prettamente tecnico, rendere l’interfaccia user friendly dovrà essere un elemento decisivo per la sua realizzazione e il civic engagement è un tema che sta toccando molto le città statunitensi, come sempre pioniere di sperimentazioni avanguardiste, e che stanno già spianando la strada per quello che sarà il nuovo modello di governo delle città del futuro: la gamification.

Volete vederlo in azione? …www.lamiaisso.org

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