Community issese: lo scherzo della TASI fantasma

Questa mattina, 1° aprile,  ho pubblicato sul profilo Facebook del Comune di Isso la notizia di un presunto pagamento retroattivo della TASI del 2014, di cui era stata deliberata l’aliquota allo 0 per mille (da non pagare), per non aver raggiunto tali “livelli di stabilità tributaria”.post-tasi-pesce-aprile

Il pesce d’aprile ha avuto un ottimo riscontro dato che risulta essere il secondo post per maggiore coinvolgimento:

insight

Ma il problema è un altro.

E’ bastata un’immagine generica di alcuni giudici, l’uso di parole economiche come “tributarie”, “stabilità” e “Corte dei Conti” per scatenare l’inferno, senza che nessuno abbia posto una domanda per un maggiore chiarimento sul PERCHÉ sia successo questo fatto, o per lo meno mostrare un interesse per un evento in cui presto sarà coinvolto.

Questo fa capire come è molto facile (purtroppo) imbonire con parole e discorsi in “politichese” per circuire i cittadini inermi che subiscono ciò che accade attorno in maniera passiva. Ecco spiegato il motivo per cui mi sto occupando da diversi anni di educazione alla cittadinanza attraverso la community del nostro piccolo paese che ho a poco a poco costruito in questi anni, che ha come obiettivo quello di educare i cittadini alla partecipazione civica su ciò che accade nel loro paese, di imparare a discutere delle cose che funzionano e che non funzionano, e di trasmettere loro la consapevolezza di un loro ruolo attivo all’interno della società. La conversazione e lo scambio di idee favoriscono lo sviluppo di una cittadina migliore.

Proprio perché nessuno sa tutto di tutto, ho creato la comunità digitale dove, chi sa, può condividere il proprio sapere con la comunità. Se non si sa qualcosa, può chiedere, c’è una community pronta a rispondere (qualcuno si è chiesto cosa sia questa “soglia tributaria” e quanto vale per le città sotto i 5000 abitanti?). Se c’è un problema lo si segnala alla comunità. E all’interno della comunità c’è anche la Pubblica Amministrazione che dovrebbe rispondere, intervenire e moderare la conversazione, e che dal suo ruolo di rappresentanza dovrebbe aprirsi ad una sempre maggiore trasparenza. Ma anche in questo caso serve introdurre una cultura del confronto.

Una grande comunità non si misura dal numero di abitanti ma dal loro livello di partecipazione civica. Questo è un obiettivo difficile ma siamo sulla buona strada.

Mi scuso ancora con chi si è spaventato alla lettura della notizia ma infondo era a fin di bene.

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