Micael Camozzi

Perché serve un’Agenda Digitale in ogni Comune

Sentiamo spesso parlare di Agenda Digitale associata sempre ad un’azione del Governo: infatti si tratta del documento programmatico pluriennale con cui l’esecutivo spiega come intende intraprendere iniziative in ambito digitale, sia a livello di infrastrutture (es. banda larga) che di processi politici e di servizi (es. consultazioni online, 730 precompilato, portali open data, etc…).

Sono nate successivamente esperienze in tal senso in ambito regionale, come Regione Lombardia, Regione Lazio tra le più attive, per arrivare ai primi Comuni di grandi dimensioni come ad esempio Rimini, che ha addirittura redatto un piano partecipato dopo numerosi incontri ed assemblee pubbliche con la cittadinanza.

Purtroppo nei Comuni di medie e piccole dimensioni si fa fatica a trovare traccia di un piano d’azione digitale oppure vengono prese singole iniziative ma senza un piano e nemmeno obiettivi. L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si è già preoccupata di dettare delle linee guida per una stesura della cosiddetta Agenda Digitale Locale ed una sua adozione da parte dei singoli Comuni, ma sembra che l’appello sia rimasto inascoltato e che tale documento venga considerato come una prerogativa sovra-comunale.

La causa è individuabile in alcune situazioni ricorrenti:

  1. Scarsa attitudine al cambiamento (resilienza) e all’adattamento alle nuove tecnologie;
  2. Mancanza di un riferimento “digitale” all’interno dell’Amministrazione, una figura di riferimento per governatori e cittadini in grado di suggerire buone pratiche digitali. Negli USA hanno già introdotto il Chief information officer come ruolo ufficiale nella Pubblica Amministrazione;
  3. Attesa degli obblighi di legge prima di un effettivo intervento.

Eppure se un Comune adottasse ed applicasse una propria Agenda Digitale Locale avrebbe:

  1. Servizi comunali più rapidi e sempre accessibili (e-government);
  2. Strumenti per incentivare la cittadinanza attiva e il rapporto con le imprese del territorio (e-democracy);
  3. Aumento della trasparenza grazie al monitoraggio dei cittadini della performance della PA (open data).
  4. Analisi e feedback della performance della rete di telecomunicazioni e rete informatica in cui il Comune è inserito, per tempestive comunicazioni su malfunzionamenti e disservizi.

Per la corretta redazione di un’Agenda Digitale Locale sono necessari alcuni fondamentali accorgimenti:

  1. La stesura deve essere deve essere partecipata per un corretto confronto tra amministrazione, cittadini ed imprese sulle necessità e bisogni di ciascuno;
  2. L’aggiornamento deve essere periodico, in modo da rimanere sempre attuale rispetto all’evolversi della tecnologia e dei bisogni della città.
  3. Il documento deve essere il cardine per l’inevitabile ridefinizione dei processi all’interno della Pubblica Amministrazione che ne consegue.

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